giovedì 13 maggio 2021

Che colori hanno i ricordi?

Le sensazioni sono potenti.
D'estate, mi piace usare una precisa crema-gel per il viso; è ottima, ma non è l'unica crema che va bene per la mia pelle. Mi piace in modo particolare, perché il suo profumo mi ricorda quello del bagnoschiuma che trovavamo ad attenderci a casa di mia nonna, quando tornavamo dal mare. Questa piccola caratteristica basta a farmi sorridere la mattina, mentre mi spalmo la crema sul viso, perché la sensazione si aggancia a un bel ricordo.

Foto di Free-Photos per Pixabay

Con quanta intensità ricordiamo certi dettagli che ci riportano all'infanzia? Tra gli odori posso citare quelli della Coccoina, dei pastelli a cera, il profumo dei caminetti accesi che si diffonde nell'aria pungente. Tra i suoni, il ticchettio della macchina da scrivere, La Moldava di Smetana e il leggero gracchiare delle matite mentre le si tempera. Tra le sensazioni tattili, c'è quella del Vinavil che si stacca dalle dita, il calore dei teli di spugna quando finalmente mi decidevo a uscire dal mare oppure quello dei sedili della macchina arroventati dal caldo estivo (ed è subito nostalgia di quando ci si stendeva a dormire sul sedile posteriore, come racconta magistralmente questa striscia dei Peanuts).


Per andare su aneddoti alti, il momento più celebre di Alla ricerca del tempo perduto è quello in cui Marcel Proust descrive il suo repentino cambio di umore, da apatico e triste a sorpreso e felice, nel momento in cui, sovrappensiero, riconosce un sapore d'infanzia, la famosa madeleine inzuppata nel tè.

Un sapore, un odore, una superficie, un suono, possono risvegliare una serie di ricordi apparentemente dimenticati, farci stare meglio o peggio. E perché quindi un colore, che noi elaboriamo in ugual modo attraverso i sensi, non dovrebbe avere lo stesso potere?

Foto di CoralineHausenblas per Pixabay

Sensazioni che agganciano ricordi, ricordi che scatenano emozioni; dall'arte e dalle neuroscienze parte la ricerca di Raluca Andreea Hartea, creatrice di RAH Colours, una consulenza colore rivoluzionaria, basata sulle associazioni tra sfumature ed emozioni. E attenzione, si tratta di associazioni del tutto personali, perché hanno come leva le memorie più o meno consapevoli che ognuno di noi ha e che sono radicate soprattutto nella prima infanzia e nella giovinezza.

Lo scopo è trovare - o ritrovare - le nuance che comunicano direttamente col nostro inconscio e ci danno sensazioni di benessere, per poterle usare con cognizione di causa nei nostri spazi.

Qualche anno fa, ho conosciuto Andreea e il suo lavoro, e ho saputo che volevo farlo anch'io. Come sua cliente, ho sperimentato gli effetti del metodo RAH in un modo che mi ha sorpresa, perché un conto è sapere che il colore è energia, un altro è sentire il corpo che risponde alle vibrazioni cromatiche.

Ho ricevuto la mia palette dei ricordi felici e ci ho ritrovato il verde oliva della Fiat 127 che ha scarrozzato la mia famiglia per più di vent'anni, l'acqua ora trasparente e ora turchese del mare della Sicilia e della Sardegna, le sfumature del bosco del poster murale che era in camera da letto fino alla mia adolescenza, l'azzurro degli occhi del gatto di nonna, il rosa della coniglietta di pezza mia sorella e del latte detergente che usava mia madre.


Come sua corsista, ho preso tanti appunti quanti non mi capitava dai tempi dell'università, con l'eccitazione che danno solo le materie che aprono la mente verso nuove strade. Ed ecco, in questa nuova strada mi sono incamminata anch'io, col grande piacere di poter a mia volta aiutare te che leggi a scoprire e usare i colori dei tuoi ricordi felici.

Non solo: unendo l'oggettività dell'armocromia alla soggettività del metodo RAH Colours, è possibile individuare i colori che non solo ti illuminano esteticamente, ma ti coccolano anche a livello emotivo. Un mix stupendo, non credi?

Se vuoi saperne di più o prenotare un appuntamento, scrivimi a simona.calavetta@gmail.com, sarò felice di risponderti. Fino al 9 giugno, la consulenza RAH Colours è in super offerta lancio!

sabato 24 aprile 2021

Lunedì a colori - Il rosa, 3 di 3

Bene, è arrivato. L’ultimo dei #lunedìacolori chiude sia il mese del ROSA, sia questa lunga carrellata sulle caratteristiche, i significati e gli utilizzi migliori degli undici colori principali. Abbiamo iniziato un anno fa con il rosso, a cui sono seguiti: l'arancio, il giallo, il verde, il blu, il viola, il bianco, il nero, il grigio, il marrone, oltre ad alcune puntate speciali dedicate al rosso-arancio, al blu-verde, ai colori del Natale e all'oro e argento. Ma niente malinconia, oggi siamo qui per l’armocromia! E la rima è assolutamente involontaria.

Concludiamo in rosa e sobrietà, con questo reperto anni '80!

Partiamo dal presupposto che chiunque dovrebbe prendere in considerazione il rosa, perché dà un immediato effetto freschezza al viso. Stanchezza? Ore piccole? Insonnia? Mi piacerebbe scrivere che non so proprio di cosa si stia parlando… Invece vi dico: rosa! A ognuno il suo, naturalmente. E se proprio non ti piace vestirti di questo colore, consideralo nel trucco o su un dettaglio, come una sciarpa o una cravatta.
I rosa dei tipi PRIMAVERA sono luminosi. Vanno dalle tonalità del rosa carne molto chiaro a quelle del color gelato alla fragola, passando per il rosa-arancio del color salmone. Solo la Primavera Chiara Soft deva fare attenzione ai rosa più accesi, mentre la Primavera Brillante si accende anche col fucsia, in genere più adatto all’Inverno.
I rosa dell’ESTATE possono essere delicatissimi oppure freschi e vivaci, come il colore di un ghiacciolo alla frutta. Questa stagione copre dal cipria al rosa intenso. L’Estate Assoluta privilegerà i rosa più accesi, quella Profonda Soft i rosa meno freddi e più polverosi, mentre alle Estati Chiare sono dedicate le sfumature pastello.
È difficile associare l’AUTUNNO al rosa, eppure anche questa stagione ne viene valorizzata, in sfumature particolarmente morbide e calde. Rosa carne, rosa pesca, rosa salmone, ma anche – per gli Autunni Soft – il rosa pieno e non troppo freddo.
L’INVERNO è il trionfo del rosa! Dal confetto al rosa Barbie, dal rosa shocking al fucsia più anni ‘80, questa è la stagione in cui il rosa appare più frizzante e fanciullesco. Ma, soprattutto, freddo. Solo l’Inverno Profondo Soft può osare qualche nota neutro-calda, propria dei suoi cugini Autunni Soft.

Altro ricordo anni '80: la Barbie Fior di Pesco

E i rosa universali? Esistono, esistono… basta guardare la foto in basso!
Nel trucco, è sempre meglio seguire la propria tavolozza di riferimento ma, in sua mancanza, può essere utile tenere presente che il rosa neutro-caldo (in genere chiamato “pesca”) è potenzialmente indicato per ogni carnagione, perché assomiglia al colorito naturale delle guance arrossate. Ma attenzione: dev’essere rosa, non arancio.
Per lo stesso motivo, ovvero l’affinità con il colore naturale della pelle caucasica, un rosa alquanto versatile è quello chiaro e caldo. Non a caso viene ampiamente usato per gli abiti da sposa!
Ed eccoci qua. Come sempre, se il post ti è piaciuto t'invito a commentare e a condividerlo. Spero soprattutto che ti sia piaciuto questo lungo viaggio tra tante sfumature, spero che ti abbia fatto scoprire nozioni affascinanti e utili, così com’è stato ed è tutt’ora per me. Naturalmente la pagina va avanti con notizie e curiosità sui colori, l’illustrazione e il mio lavoro di consulente.
Quindi a presto, e grazie per avermi seguita in questi #lunedìacolori!

lunedì 19 aprile 2021

Lunedì a colori - Il rosa, 2 di 3


Dopo una settimana di pausa, eccoci di nuovo al #lunedìacolori!
Come di consueto, la seconda puntata tratta dell'uso del colore nella decorazione d'interni perciò, dopo aver visto il rosso, l'arancio, il giallo, il verde, il blu (con un cenno al blu-verde), il viola, il bianco, il nero, il grigio e il marrone... Siamo pronti a vestire uno spazio col colore ROSA?
Niente paura, l’effetto non dev’essere per forza quello della cameretta di un bebè o della casa di Barbie. Né - e sarebbe molto peggio! - deve richiamare l'ufficio di Dolores Umbridge, la sadica funzionaria ministeriale di Harry Potter e l'Ordine della Fenice. Meglio pensare alle comode stanze da letto dipinte di rosa di Monica e Rachel in Friends, serie già citata con l'arancione e il viola.
A seconda della sua intensità, infatti, questo colore è tutt’altro che delicato. Se ha una buona percentuale di rosso, è capace di riempire otticamente una stanza e d'illuminare e ravvivare un ambiente, anche in mancanza di luce diretta. Meno bianco contiene, più il rosa si fa presente e, nelle sue nuance più accese, può diventare anche piuttosto impegnativo, sebbene raramente materico quanto il rosso vero e proprio. È consigliabile, per non sovraccaricare né l’ambiente, né la loro portata emotiva, limitare le sfumature più vistose a dettagli dell’arredamento («Qualche fiore, un paio di cuscini vivaci», per dirla alla Àigor di Frankenstein Junior) o a una sola parete a contrasto tra pareti bianche o comunque neutre.
Sfumature più chiare come il rosa antico, invece, stimolano con dolcezza, senza agitare. Rudolf Steiner consigliava la permanenza in stanze rosa pallido a chi soffriva di apatia, e aule rosa per i bambini in età scolare, che si sarebbero sentiti maggiormente coinvolti nelle attività, sia a livello fisico, sia emotivo.

Foto di Coke Bartrina per Architectural Digest

È importante anche distinguere tra rosa caldi e freddi: i primi, come il salmone e il pesca, sono più luminosi e conviviali, stimolano i sensi e l'allegria. Sono ideali per un salotto, una cucina o una sala da pranzo e, in generale, come alternativa al giallo e arancio per una stanza che ha bisogno di luce.

Foto dal sito Better Homes and Gardens

I rosa freddi, invece, sono più spirituali, perché contengono un tocco di blu che induce alla riflessione. Persino il fucsia, così squillante e che ispira una gioiosa sicurezza di sé, nasconde un atteggiamento più autoriferito che davvero estroverso. Naturalmente, i rosa freddi e quelli pastello sono perfetti nelle camere da letto di adulti e bambini, perché aiutano a rilassarsi e a ritrovare il buon umore.

Foto dal blog Come Down to the Woods

Un discorso a parte lo meritano gli abbinamenti. Il rosa, come qualsiasi altro colore, sta molto bene col bianco e con le sfumature del legno naturale ma, personalmente, trovo che acquisisca un'eleganza particolare se accostato alle varie sfumature di grigio e che risulti ancora più piacevole insieme al verde. Infatti, che si tratti di un fresco verde acqua o di un più caldo verde bosco, verde e rosa è un'accoppiata "fa primavera" e che dà un senso di benessere; sarà che sono entrambi i colori del Chakra del Cuore?
Tu hai del rosa, in casa? A me piace inserirne dei piccoli tocchi ogni tanto, per esempio decorando il salotto con un mazzolino di fiori rosa. Basta questo dettaglio per avere un angolo fresco e romantico. Consiglio la prova!

Se il post ti è piaciuto e se ti va, fammelo sapere in un commento, oppure condividi l'articolo. Il #lunedìacolori per oggi finisce qui e torna, per la sua ultima puntata, la settimana prossima, con il rosa in armocromia. A presto!