martedì 17 gennaio 2017

Un anno da quarantenne


Secondo l'astrologo Simon & the Stars, ognuno di noi ha un personale Capodanno: il giorno del compleanno. Finisce un anno, si entra in quello nuovo e, ogni tre mesi, si affronta un passaggio, un "cambio di stagione". L'idea è interessante e Simon, come sempre, ci prende parecchio. Ecco com'è andato il mio primo anno da quarantenne.

È stato anche il primo anno da consulente colore, professione che si è aggiunta all'illustrazione e alla sceneggiatura. Non è stato sempre facile e non ho raggiunto tutti i risultati personali e professionali che desideravo, ma non mi lamento. Ogni stagione ha portato qualcosa di bello e quasi in ognuna ho seguito un corso interessante.


Inverno
La stagione degli inizi.
Ho seguito i consigli delle ragazze della Rete al Femminile e ho aperto il mio account Instagram. All'inizio non pensavo che lo avrei portato avanti a lungo, invece... Continuo a preferire Pinterest ma scorrere Instagram è un'ottima alternativa, quando dimentico il libro da leggere in metro.
Sul finire dell'inverno, ho frequentato un corso sul progetto colore organizzato da Il Ladro di Fragole che fortunatamente mi ha fornito delle nozioni in più e ancor più fortunatamente ha confermato ciò che avevo imparato in vent'anni da autodidatta.
La vera novità è che la Befana mi ha portato le prime clienti per l'armocromia. Finalmente ho potuto mettere a frutto il kit professionale per l'analisi del colore e le bellissime schede progettate da Arianna! E non importa se avevo già analizzato quasi tutte le mie amiche dal 2000 in poi: quando ho accostato i drappi al viso della prima cliente, mi tremavano le gambe. Dopo, nonostante il riscontro molto positivo, ho avuto per giorni la terribile sensazione di aver sbagliato tutto. Pensavo che in seguito questa reazione sarebbe passata. Ah! Ansiosa e pure illusa!

Illustrazione preferita della stagione: La Benedizione del Grembo.


Primavera
La stagione creativa.
Grazie all'invito dell'Associazione Italiana Studi Tolkieniani, è stata la stagione delle mostre: a Roma, nell'abito della manifestazione AmArte, e a Nemi (RM), per Il Medioevo attraverso Tolkien. Avevo già affrontato questa prova l'anno prima, così ero meno terrorizzata dal disegnare in pubblico. Ma ho continuato a portarmi le pastiglie di Ansiosil nell'astuccio dei colori, non si sa mai.
Oh, e poi a primavera sono diventata madrina, con tanto di viaggio in Belgio per conoscere la piccola Felies. Che magari meritava una madrina più materna, ma tant'è. Questione di fortuna, Felies!

Illustrazione preferita della stagione: Buon compleanno, Anne Frank!


Estate
La stagione dell'uscire allo scoperto.
Ho seguito un corso di trucco, con tanto di attestato! Si è trattato di un seminario sul trucco minerale organizzato dalla bioprofumeria Il Posto Bio con la brava e simpaticissima Giulia Cova, truccatrice professionista e art director di Alkemilla. Avere a che fare seriamente con i "colori per il viso" è stato realizzare un piccolo sogno di ragazzina.
Questa è stata la stagione delle prime clienti a distanza: nonostante le mie remore, ho ceduto alle richieste e lanciato le consulenze colore online. Le ragazze che ho analizzato ne sono ancora contente, per fortuna! E una di loro mi ha attesa per mesi, prima di incontrarmi di persona a Parigi, dove l'òmo e io siamo andati in vacanza. Niente bagaglio a mano: avevo una settantina di drappi e trucchi vari da trasportare. Prendere il metrò da sola, orientarmi in percorsi sconosciuti con il kit nel trolley per un pomeriggio di lavoro all'estero è stata una sensazione davvero strana. Chi l'avrebbe mai detto, due anni fa?
E chi l'avrebbe detto che mi sarei fatta fare un servizio fotografico? Vedermi in foto mi fa l'effetto dell'aglio sui vampiri. Arianna, smesse i panni da grafica e indossati quelli da fotografa, è stata molto paziente. E brava, ma questa non è una novità, come si può notare dalla sua pagina AB something.

Illustrazione preferita della stagione: Rheagar Targaryen.


Autunno
La stagione del ritorno.
Per buona parte dell'autunno, non ho avuto molto lavoro ad eccezione dei pezzi che scrivo per i giornali per bambini. Naturalmente mi sono demoralizzata e ho pensato di aver sbagliato tutto, perché l'ansia è uno stile di vita e io lo porto avanti con dedizione!
Per risollevarmi, sono tornata con più consapevolezza a ciò che mi rende felice, ovvero disegnare. Ed ecco che, "per caso", ho letto di un seminario organizzato dalla Scuola d'illustrazione di Scandicci con il grandissimo Roberto Innocenti. E anche se l'idea di andarci mi ha fatta vergognare parecchio, con la spinta di òmo e sorella ho fatto per due giorni la pendolare tra Roma e Firenze. Ogni minuto passato col Maestro e gli altri partecipanti ha ripagato ampiamente le alzatacce mattutine e i treni del rientro sempre in ritardo.
E poi, la gioia: la fine dell'autunno e l'inizio dell'inverno mi hanno portato un lavoro insolito e graditissimo, come decoratrice di confezioni natalizie per un importante marchio di profumi. Settimane passate di giorno a scrivere Sissi o in giro per impegni familiari e burocratici, e di notte a dipingere scatole di cartone, con in sottofondo le tre serie di Boris e un paio di film a tenermi compagnia, fino alle 3, le 4:30. Disegnando non sentivo la stanchezza, ma al mattino... Ho messo più che mai a frutto le nozioni del corso di trucco!

Illustrazione preferita della stagione: La bambina lupo, ancora da finire.


Come se non bastasse, durante quest'anno sono andata più volte a Radio2, con le mie amiche Arianna e Manuela, per assistere al Ruggito del Coniglio, di cui sono un'ascoltatrice da sempre. Roar!
E ora, dài, 41... stupitemi!

martedì 10 gennaio 2017

Celestino rosa pallido


Oggi sarebbe stato, è e sempre sarà, il compleanno di papà.
Se n'è andato troppo presto per i nostri limitati parametri, e in modo oggettivamente crudele, ma anche se scrivere queste parole rinnova tutto il dolore di questi ultimi anni, ora che riesco a farlo pubblicamente non intendo spenderle per un articolo triste. Prima di tutto, perché sono un po' pudica per quanto riguarda la mia sofferenza; e poi perché chi ha conosciuto mio padre, per lo meno prima che si ammalasse nel 2006, sa che era una persona molto ironica.


Quindi.
Di cosa scrivo, spesso, online? Di colori. E stamattina, più che mai, mi è tornata in mente una definizione di colore che è diventata leggendaria, nella nostra famiglia.

Mio padre non era un granché, con i colori. Anzi, abbiamo sempre avuto il sospetto che fosse un po' daltonico, sospetto che lui si divertiva ad alimentare facendo il finto tonto e chiedendo spesso aiuto per distinguere le sfumature e abbinare giacca e cravatta per andare al lavoro. La sua difficoltà a catalogare i colori poco definiti lo ha portato in gioventù a coniare la definizione "celestino rosa pallido".


Queste tre parole sono spuntate spesso nelle conversazioni familiari, facendoci sempre ridere. Immagino che papà, a suo tempo, avesse visto qualcosa color lilla o glicine e non sapesse descriverlo in altro modo. Ma quando stamattina mi è tornato in mente il suo "celestino rosa pallido", ho avuto un'illuminazione: è stato uno degli abbinamenti Pantone dello scorso anno! Certo, da loro è stato definito in modo più fascinoso Rose Quartz + Serenity. Ma era quello, senz'altro.
Pure bello, come abbinamento: delicato, sognante, romantico. Tiè.
«Sono un genio incompreso», direbbe papà con rassegnata magnanimità.

mercoledì 21 dicembre 2016

Buone feste!


Tiriamo le somme?
No, dài, c'è ancora tempo.

Quasi m'imbarazza scrivere che, per me, il 2016 è stato un anno intenso e pieno di belle novità. M'imbarazza perché invece è stato un anno difficile, se non tragico, per tantissime persone in varie parti del mondo, ed è anche stato l'anno delle morti eccellenti. Non a caso, già prima di febbraio, circolava voce che fosse un anno sponsorizzato da George R.R. Martin ("assassino di personaggi", come l'ha definito Neil Gaiman).

Ma se c'è una cosa che le feste invernali insegnano - tutte, da Santa Lucia al Solstizio, dal Sol Invictus al Natale, passando per Yule - è il ritorno della luce, anche nell'oscurità più lunga e gelida. È la speranza, non intesa come vago desiderio, ma come consapevolezza che la luce c'è, anche quando non riusciamo a vederla. C'è.
Si riflette spesso in luoghi poco considerati ma che non sono scontati, né tanto meno dovuti: una foglia scintillante di brina, il naso umido di un animale che chiede le coccole, i colori di un tramonto, una coperta calda, un ricordo d'infanzia, un dettaglio comico in un contesto serio.

Certo, le piccole gioie non risolvono i problemi, sarebbe sciocco pensarlo. Sono piccole luci, promemoria che ci ricordano quanto siamo fortunati, nonostante tutto. Per dirla con le parole di J.R.R. Tolkien: "Aurë entuluva! Il giorno risorgerà!".

E quindi, tanti auguri di buone feste a tutti!