lunedì 5 aprile 2021

Lunedì a colori - Il rosa, 1 di 3

Buona Pasquetta e buon #lunedìacolori!
Iniziava esattamente così, il 2 aprile 2018, la prima puntata rosa di questa rubrica, alla quale avevo dato il via nel giugno del 2017 sulla mia pagina Facebook e che l'anno scorso ho deciso di riprendere qui sul blog, riveduta e ampliata. Per un coincidenza, anche oggi è Pasquetta. Come allora, ho dedicato i primi sei mesi ai colori dell’arcobaleno - rosso, arancione, giallo, verde, azzurro e indaco (uniti nel blu), viola - e i mesi successivi ai “non colori” bianco e nero e ai toni neutri grigio e marrone. Con quattro puntate extra dedicate al rosso-arancio, al blu-verde, ai colori del Natale e all'oro e all'argento. Ora è il momento di concludere, a malincuore ma in bellezza, con un altro colore-colore: il ROSA, che in questo periodo abbonda su alberi e giardini. Il rosa che è una variazione del rosso, il colore di partenza, e così il cerchio si chiude.
Il rosa si ottiene appunto dall’unione del rosso e del bianco, che è alla base dei cosiddetti “toni pastello”. Basta mescolare il bianco con il giallo, il verde, il blu o il viola per ottenere giallo chiaro, verdino, azzurro e lilla. Queste sfumature mantengono le valenze simboliche dei colori originali, ma in chiave più fresca, alleggerita dai significati pesanti e sgradevoli. Quindi, perché parlare proprio del rosa, tralasciando gli altri? Perché il rosso e il bianco sono agli antipodi: l’uno materico, sanguigno e vistoso, l’altro astratto, ascetico e silenzioso. Così, il risultato della loro unione conserva solo alcune valenze del colore di partenza ma se ne discosta sensibilmente, acquisendo un carattere tutto suo.

Rosa, non solo Barbie!

E che carattere ha, il rosa? Diciamo subito che o lo si ama, o lo si odia. Non è colpa sua, è che lo dipingono così. Su di esso gravano decenni di stereotipi che hanno alimentato il pregiudizio verso un colore che, a ben vedere, è più che benevolo… è proprio benefico. E non lo scrivo da amante del rosa! Ammetto anzi che l’ho rivalutato con lo studio del colore e che solo negli ultimi anni ho fatto pace con lui.

Quando ho fatto pace col rosa, ho anche iniziato a usarlo per dipingere!

“Il rosa è il colore delle femminucce”. Ecco la pietra dello scandalo. In questo diminutivo sta tutto un mix di caratteristiche femminili vere o presunte che ha portato la maggior parte degli uomini a rifuggire dal rosa e moltissime donne a sentirsi a disagio con questo colore, evocatore di uno stereotipo limitativo. Per contro, visto che ormai il rosa è associato alla sfera femminile (le discusse quote rosa, il fiocco rosa per la nascita di una bambina, il nastro rosa della lotta contro il cancro al seno, etc.) altre donne fanno del rosa una bandiera, o di una femminilità un po’ vintage, oppure di consapevolezza femminista e battagliera, come ho raccontato anche qui. Paradossale, vero?
Mica tanto: il rosa nasce sempre e comunque dall’aggressivo rosso. Infatti – restando in tema di stereotipi – si dice che anticamente fosse attribuito ai maschietti, come versione infantile del colore della guerra, mentre l’azzurro fosse riservato alle femminucce perché delicato, passivo e, in ambito cristiano, associato alla Vergine Maria. Secondo questa teoria, i ruoli si sono pian piano invertiti tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.
Per quanto siano affascinanti le storie legate a un colore, credo sia ora di valutare il rosa semplicemente per com’è, ovvero ricco di belle sorprese. Basta pensare alle caratteristiche positive del rosso: vitalità e amore. Il rosa in più è un rosso che ha perso la sua carica aggressiva, grazie all’unione col pacifico bianco. Come se avesse preso il meglio da entrambi, è allo stesso tempo antidepressivo (quindi stimolante) e anticollerico (quindi calmante), in perfetto equilibrio tra azione e attesa.

Un tipico tramonto rosa, dal balcone di casa mia

È associato alla primavera e ai fiori che sbocciano, basta pensare all’hanami giapponese, lo spettacolo dei ciliegi carichi di tremuli petali rosa. Per affinità richiama la giovinezza, la gioia serena, la delicatezza. È un colore dolce in tutti i sensi perché fa pensare sia alla tenerezza, sia… ai dolci! A quanto pare, infatti, la maggior parte delle persone non associa il gusto dolce al marrone, al giallo o al bianco, che pure sono i colori del cioccolato, della crema e dello zucchero, ma proprio al rosa. Del resto, come detto prima, conserva la sensualità del rosso e la sua corporeità; certo è meno infuocato e sanguigno, ma rimane comunque malizioso e stimolante per i sensi.
Soprattutto, il rosa racchiude il concetto di amore in senso lato, per gli altri e per se stessi. Insieme al verde, è il colore del IV Chakra, quello del Cuore, il centro energetico che regola la capacità di entrare realmente in contatto con le altre persone e con le nostre emozioni. Sensibile e benevolo, invita all’accettazione, al perdono (verso gli altri e verso se stessi) e all’ottimismo; non con la carica dirompente del giallo o dell’arancio, ma attraverso la cura affettuosa, quella di chi vede il negativo e cerca di trasformarlo in positivo. Non a caso si dice “vedere la vita in rosa”!

Il quarzo rosa è una delle pietre più efficaci, tra quelle associate al IV Chakra

Astrologicamente, è il colore di Venere, pianeta che governa il Toro e la Bilancia, nonché naturalmente la dea dell’amore e della bellezza. Il rosa, in effetti, è un colore che dona molto, come vedremo più avanti.

Che ne dici, ce n'è abbastanza per amare questo colore? Aspetta di leggere anche i prossimi #lunedìacolori, allora! Se ti va, fammi sapere come ti rapporti al rosa e condividi pure questo questo post. Buona settimana in rosa!

lunedì 22 marzo 2021

Lunedì a colori - Il marrone, 3 di 3

Eccoci a un nuovo #lunedìacolori!
Ultimo appuntamento con il MARRONE; dopo il rosso, l'arancione, il giallo, il verde, il blu, il blu-verde, il viola, il bianco, l'oro e l'argento, il nero e il grigio, è il momento di vedere anche il colore della terra nell'ottica dell'analisi del colore.

Come avevo scritto il mese scorso, può capitare di leggere che il colore neutro ideale per i cromotipi caldi sia il marrone, mentre quello per i cromotipi freddi sia il grigio. Questa è una riduzione semplicistica e limitativa dell’armocromia che, in realtà, sconsiglia davvero pochi colori per ogni "stagione". Il marrone, oltretutto, è alla base del colore della carnagione umana, quindi non ha senso bandirlo per nessuno. Naturalmente, perché risulti armonico dipende dalla sfumatura.

I marroni più adatti ai tipi PRIMAVERA sono quelli a base dorata, primi fra tutti il beige caldo, il cammello e il color nocciola. Le Primavere Chiare, che condividono qualche sfumatura con l’Estate, sono valorizzate anche dal marrone medio rosato.

Il cromotipo ESTATE, infatti, ha bisogno dei marroni rosati, quelli in cui non prevale la componente gialla. Hai presente il latte e cacao? Ecco, quello è un esempio di marrone rosato, che può essere molto chiaro (beige/color carne), medio oppure scuro. Per questo cromotipo sono ideali anche il color sabbia e il talpa, colore a metà tra il marrone, il grigio e il viola.

Le persone AUTUNNO possono sfruttare un’ampia gamma di marroni, che vanno dai dorati agli aranciati e dai rosati al color caffellatte, adatti in particolare agli Autunni Soft. A queste sfumature si aggiungono i più intensi bronzo, caffè e seppia, armonici soprattutto con gli Autunni Assoluto e Profondo.

E se l’Autunno è la stagione del marrone, l’INVERNO è quella che ne risulta meno valorizzata. Per il cromotipo più glaciale, il marrone più adatto è il talpa, da chiaro a scuro. L’Inverno Profondo, che rispetto agli altri è più mediterraneo, può spaziare un po’, prediligendo comunque marroni rossastri o rosati.

E i marroni passe-partout? Esistono, e in due differenti categorie. Per quanto riguarda il trucco, come detto nella prima puntata non è un caso che i colori “nude” siano nelle sfumature di marrone. E, a guardar bene, non troppo caldo, per due motivi:
1. i marroni caldi cozzano con le carnagioni fredde;
2. ancor più importante, i marroni caldi non sono l’ideale per scolpire viso e palpebre, perché la loro componente gialla, che è irradiante, illumina e “porta in fuori”, quindi non va bene per creare delle ombre.
Perciò, il marrone universale, nel trucco, è quello neutro-freddo.

Se si parla di abbigliamento, si può andare sul sicuro con il color cioccolato, né troppo caldo, né troppo freddo. In più, il cioccolato fa bene all’umore!
Come colore universale può risultare inaspettato il mogano, ovvero il marrone che tende al rosso. È un colore elegante e importante, capace di esaltare ogni carnagione perché, come detto, il marrone è alla base del colore della pelle e il rosso, smorzato dal marrone, la illumina senza sovrastarla.

Il viaggio nel colore del mese finisce qui, spero che ti sia piaciuto.
Se ti va, lasciami un commento o condividi l'articolo. La prossima nuance sarà l’ultima dei #lunedìacolori. Riesci a indovinare quale sarà?
Lo scopriremo tra due settimane!

lunedì 15 marzo 2021

Lunedì a colori - Il marrone, 2 di 3

Eccoci di nuovo al #lunedìacolori!
Secondo appuntamento con il MARRONE; come anticipato la settimana scorsa, tutto dedicato all’uso di questo colore nella decorazione d’interni. Abbiamo visto a questo scopo il rosso, l'arancione, il giallo, il verde, il blu, il viola, il bianco, il nero e il grigio, è il momento del colore naturale per eccellenza!

Negli ultimi anni, su molte pareti di case e locali, c’è stata una rimonta dei toni di grigio e marrone, sia chiari, sia anche molto scuri, prima in genere abbinati a un arredamento shabby chic e rustico, oggi invece più essenziale, classico o d'ispirazione scandinava. C'è poi l'arredamento formale di un tempo, caratterizzato da mobili e a volte anche da tappezzerie marrone scuro.

Basta fare un giro su Pinterest o guardare qualche trasmissione in tv (non so tu, ma io m'incanto a guardare quelle che mostrano le ristrutturazioni delle case!) per notare quante abitazioni, soprattutto nordamericane, mostrino pareti color taupe, caffelatte o persino color cioccolato, alternate a grandi finestre dagli infissi bianchi. Il punto cruciale, in effetti, sono proprio le finestre, perché una buona illuminazione naturale è essenziale affinché questi colori, morbidi ma spenti, diano carattere a una stanza senza renderla buia o triste.

Tuttavia, perché limitarsi al color cacao, o al seppia, o al tortora, nell’immaginare una parete marrone? Non viene spontaneo pensarlo, ma un colore molto chiaro come il beige fa comunque parte di questa famiglia cromatica. E più che mai ne fa parte il legno, che può riempire una stanza sia sotto forma di mobilio, sia come pannelli alle pareti. Anche certi rivestimenti in pietra o mattoni sono decisamente marroni.

Come abbiamo visto nei lunedì precedenti, il marrone rappresenta la terra e la nostra connessione con essa. Secondo il Feng Shui, dà una sensazione di pulizia e stempera le emozioni troppo forti. A ben vedere, l’effetto dei colori neutri sulla nostra psiche è proprio quello di calmare, fare silenzio nella nostra mente; perciò possono essere utili in un ambiente molto frequentato. Oppure, sono perfetti per fare da “cuscinetto” tra stanze di colori diversi.

I neutri, per definizione, cambiano carattere a seconda dei colori a cui sono abbinati: lo stesso salotto color nocciola, per esempio, appare diverso con tende e copridivano arancioni, anziché turchesi. La pacatezza dei colori neutri, poi, li rende utili a bilanciare e stemperare l’impatto dei colori più vivaci. Se in un ufficio si desidera portare un po’ dell’energia del rosso, per ridurne la carica aggressiva lo si può associare al marrone. Magari un marrone chiaro, così si evita che la stanza sembri più piccola e ingombra di quanto sia in realtà.

A te piace il marrone in casa? A me sì, se si tratta di legno!
E se ti è piaciuto il post, condividilo o lasciami un commento. Il #lunedìacolori torna la prossima settimana per chiudere il percorso tra i sentieri del marrone!