mercoledì 17 gennaio 2018

Punto sul 42

Esposta al MACRO, come un'istallazione.

Il giorno in cui sono entrata negli "anta", ho scritto di getto e pubblicato il bilancio dell'anno che avevo trascorso. Non avevo un motivo particolare per farlo ma mi è stato utile per uscire un po' allo scoperto (è tanto più facile scrivere di illustrazione e armocromia!) e perché rileggerlo a distanza di uno o due anni riserva piacevoli sorprese, come quando ci si volta a guardare la strada percorsa e ci si stupisce di aver camminato tanto. Perciò, questo è il giorno dell'anno in cui chi segue il blog ha il dubbio privilegio di farsi un po' di affari miei. Che fortuna!


Inverno
L'anno scorso è iniziato con le analisi del colore, le prime ad avere le schede clienti rinnovate e ampliate, più belle e più chiare da consultare, sempre su progetto grafico di Arianna Berti. Perché quelle vecchie erano già molto carine, ma si può sempre fare di meglio!

Per quanto riguarda il disegno, ho illustrato Scrivere in Tengwar, manuale dal formato piccolo e innovativo, pubblicato dall'Associazione Italiana Studi Tolkieniani con Polini Editore. Sono stata molto contenta d'illustrare un'altra opera dedicata a Tolkien ma, forse per ansia da prestazione, i primi disegni mi sono usciti rigidi, sgraziati, bruttini. Frustrazione, delusione, sconforto! Che fare? Ci si calma, si chiede scusa e si rifà, senza patemi.

Morale: Errare è umano e io, umanamente, errai.

A distanza di un anno sto illustrando un progetto di libro e, lavorandoci, mi sono resa conto che la data di consegna ipotizzata va spostata di un mese. Frustrazione, delusione, sconforto! Che fare? Ci si calma, si chiede scusa e si va avanti. Oh, il tipo dei corsi e ricorsi storici ci aveva preso.

Con Michela alla Fiera di Bologna

Primavera
L'anno scorso la primavera è fiorita in modo sfacciato.
Ho partecipato al Tolkien Day organizzato al MACRO di Via Nizza, qui a Roma; insieme a me c'era Andrea Piparo ed entrambi abbiamo vissuto l'ebbrezza di essere intervistati in pubblico. Dopo anni, sono tornata alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, grazie anche al supporto di Michela Burzo. E dopo Bologna, Milano! Ospitata da cari amici, ho partecipato al corso della superguru Giada Carta sul marketing, materia di cui ero proprio a digiuno. Neanche il tempo di disfare la borsa, e via a decorare le confezioni di un marchio di profumi di nicchia, in occasione del lancio di una raffinata linea a base di tè. E dopo le confezioni, un altro libro da illustrare: I numeri in tengwar, secondo manualetto dell'AIST. E dopo il libro, il corso di stile e comunicazione di Anna Turcato e il Freelancecamp. Forse dimentico pure qualcosa. Non so come abbia fatto a portare avanti i lavori di redazione, gli impegni familiari e quel minimo di vita sociale, ma è stata una stagione notevole!

Morale: Quando pensi di non farcela, il più delle volte ce la fai.


Estate
La stagione che odio, e l'anno scorso è stata terribile. Però, ha portato due progetti a cui tengo molto e una sorpresa.
Il primo progetto riguarda l'armocromia. È stato il mio secondo anno da consulente colore e ho capito che in quest'ambito, dominato dal connubio di teoria del colore e moda, volevo ricavarmi una nicchia diversa, dove l'armocromia si sposa ai significati psicologici del colore. Sono questi che mi affascinano in particolar modo e che continuo ad approfondire da più di vent'anni, perciò ho ideato l'analisi del colore interiore. Non mi capita spesso d'innamorarmi dei miei lavori, ma questo è uno di quei casi.

La seconda iniziativa è il #lunedìacolori nella mia pagina Facebook: dallo scorso giugno al prossimo aprile, ogni lunedì scrivo sul colore del mese, la sua simbologia, i suoi effetti in casa, le sfumature migliori a seconda del cromotipo. È una rubrica che ha lettori affezionati e a me non può che far piacere condividere questa passione.

La sorpresa è stata quella di vedere la mia tesi in sceneggiatura e il progetto di Northanger Abbey citati nel numero che la rivista Leggendaria ha dedicato a Jane Austen, ed essere addirittura invitata a parlare a uno degli incontri sulla "cara zia Jane" organizzati alla Casa Internazionale delle Donne. Ancora fatico a credere che sia successo.

Dopodiché, lo stress ha iniziato a farsi sentire per vari motivi e in varie modalità, culminando in un settembre semidepressivo... ma direi che posso ben accontentarmi!

Morale: Il fiore di loto nasce dal fango, e anche le stagioni peggiori portano doni preziosi.


Autunno
La stanchezza di un anno intenso, senza ferie e con poche entrate si è fatta sentire, con acciacchi che mi hanno ricordato la mia età, cafoni! Tra una visita e l'altra, l'umore è pian piano risalito, anche perché ho partecipato per la prima volta all'Inktober ed è stato bellissimo. È una sfida con se stessi, che consiste nel fare un disegno a china per ogni giorno di ottobre, da condividere poi su Instagram. Non credevo di riuscirci, invece... Disegnare è stata la terapia migliore, un divertimento condiviso con tanti illustratori di ogni parte del mondo.

E a proposito di condivisione, è stata anche la stagione del gruppo di lettura dedicato a La via dell'artista di Julia Cameron, organizzato da Valentina Troiani nella bellissima cartoleria Paperness. Quello della Cameron è un libro molto impegnativo, non sono riuscita a star dietro a tutte le riflessioni e gli esercizi che propone ma, almeno, stavolta l'ho terminato!

Morale: Creare qualcosa con le mani, solo per divertirsi, non è una perdita di tempo. È una necessità.

È stato un anno contraddittorio: partito in quarta, nella seconda metà ha iniziato ad arrancare e mi sono sentita illusa e delusa. Anche l'anno precedente, in autunno, avevo vissuto una crisi simile e mi ero rigenerata col disegno. Che sia una specie di ritmo fisiologico? Oggi, comunque, ringrazio per ciò che ho avuto nel mio quarantunesimo anno e invito i 42 a fare anche di meglio. Dàje!

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