martedì 10 gennaio 2017

Celestino rosa pallido


Oggi sarebbe stato, è e sempre sarà, il compleanno di papà.
Se n'è andato troppo presto per i nostri limitati parametri, e in modo oggettivamente crudele, ma anche se scrivere queste parole rinnova tutto il dolore di questi ultimi anni, ora che riesco a farlo pubblicamente non intendo spenderle per un articolo triste. Prima di tutto, perché sono un po' pudica per quanto riguarda la mia sofferenza; e poi perché chi ha conosciuto mio padre, per lo meno prima che si ammalasse nel 2006, sa che era una persona molto ironica.


Quindi.
Di cosa scrivo, spesso, online? Di colori. E stamattina, più che mai, mi è tornata in mente una definizione di colore che è diventata leggendaria, nella nostra famiglia.

Mio padre non era un granché, con i colori. Anzi, abbiamo sempre avuto il sospetto che fosse un po' daltonico, sospetto che lui si divertiva ad alimentare facendo il finto tonto e chiedendo spesso aiuto per distinguere le sfumature e abbinare giacca e cravatta per andare al lavoro. La sua difficoltà a catalogare i colori poco definiti lo ha portato in gioventù a coniare la definizione "celestino rosa pallido".


Queste tre parole sono spuntate spesso nelle conversazioni familiari, facendoci sempre ridere. Immagino che papà, a suo tempo, avesse visto qualcosa color lilla o glicine e non sapesse descriverlo in altro modo. Ma quando stamattina mi è tornato in mente il suo "celestino rosa pallido", ho avuto un'illuminazione: è stato uno degli abbinamenti Pantone dello scorso anno! Certo, da loro è stato definito in modo più fascinoso Rose Quartz + Serenity. Ma era quello, senz'altro.
Pure bello, come abbinamento: delicato, sognante, romantico. Tiè.
«Sono un genio incompreso», direbbe papà con rassegnata magnanimità.

2 commenti:

  1. La saggezza dei nostri vecchi è spesso sottovalutata :) <3

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    1. Immagino che adesso papà stia gongolando. :)

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