lunedì 22 aprile 2013

Northanger Comics, ep. 1

Northanger Abbey
interpretazione di Gaia e me


Qualche giorno fa, ho avuto il piacere di partecipare a un tè letterario organizzato dal Club Sofa & Carpet di Jane Austen e dalla pagina Facebook Roba da Vittoriani. Protagonista dell'evento era L'abbazia di Northanger, uno dei primi romanzi scritti dalla Austen. Non potevo mancare: da questo libro ho iniziato tempo fa a trarre una sceneggiatura che Gaia sta illustrando (qui alcune delle sue bellissime tavole), con l'intenzione di creare una graphic novel.

Lo spunto per questo lavoro mi è stato suggerito dalla professoressa Paola Bono, con l'idea di incentrare la mia tesi di laurea in DAMS sull'adattamento fumettistico. Il titolo della prova finale è stato Northanger Comics - "L'Abbazia di Northanger" di Jane Austen, da romanzo a fumetto.
Sembra incredibile, ma sono già passati quasi due anni dalla fine dell'università; l'atmosfera piacevole e interessante del tè letterario mi ha fatto tornare nostalgia per questa sceneggiatura che da troppo tempo mi riprometto di continuare e poi finisce sempre nelle retrovie degli impegni quotidiani. Allora ho pensato di pubblicare qui l'introduzione alla mia tesi, tanto per riprendere le fila dell'impresa. A puntate, come suggeritomi da Lorenzo, per non spaventare con un unico, lunghissimo post.

***

Jane Austen è come un tubino nero: elegante, essenziale e non passa mai di moda. Si adatta perfettamente a una signora matura come a una ragazzina e, a seconda degli accessori - ovvero i punti di vista - si presta alle più disparate interpretazioni.

Orgoglio e Pregiudizio, 1995

Dalla seconda metà degli anni ’90 a oggi, la grande produzione di pellicole cinematografiche e serie televisive tratte dai suoi romanzi è impressionante. Nel 1995, la BBC trasmette una memorabile versione a puntate di Orgoglio e Pregiudizio, con protagonisti Jennifer Ehle e Colin Firth, ancor oggi considerato da alcuni l’unico Darcy possibile. L’anno successivo, Ragione e Sentimento, adattato mirabilmente da Emma Thompson e diretto da Ang Lee, riscuote consensi e riconoscimenti.
Non è certo la prima volta che i romanzi di Jane Austen prendono vita sullo schermo, eppure in questi sedici anni sia la televisione inglese, sia il cinema americano hanno proposto rifacimenti di tutti e sei i romanzi austeniani, quasi sempre interpretati dalle attrici del momento, ieri Gwyneth Paltrow (protagonista di Emma, Douglas McGrath, 1996), più recentemente Keira Knightley (nei panni di Elizabeth Bennet in Orgoglio e Pregiudizio, Joe Wright, 2005). Senza contare le pellicole e i libri che a quei romanzi semplicemente si ispirano, più o meno direttamente: dal grazioso film Il club di Jane Austen (Robin Swincord, 2008), tratto a sua volta dal romanzo Jane Austen Book Club (Karen Joy Fowler, Neri Pozza Editore), all’imbarazzante Orgoglio e Pregiudizio e zombie (Seth Grahame-Smith, 2009, Casa Editrice Nord), dal romanzo rosa L’indipendenza della signorina Bennet (Colleen McCullough, 2008, Milano, Rizzoli) alla serie tv Lost in Austen (ITV plc, 2008).

Ragione e Sentimento, 1996

Se poi ci si tuffa nel grande mare della Rete, si trovano club di appassionate - ma anche appassionati - in tutto il mondo, impegnate in incontri letterari, rievocazioni storiche e compravendita di oggettistica varia contraddistinta dal celebre ritratto in silhouette della “cara zia Jane”. Non mancano nemmeno i ricettari con piatti ispirati ai suoi personaggi, e persino miscele di tè che portano i loro nomi. Così, se “Lady Catherine de Bourgh” risultasse una portata un po’ indigesta, potrebbe bastare una tazza di “Mr. Bingley” ben zuccherato a mandarla giù. Al fanatismo, si sa, non c’è limite.

Ma com’è possibile che, oggi che al cinema impera il 3D e in tv hanno già fatto storia serie spregiudicate come Sex & the City, Jane Austen mantenga – anzi, sembri accrescere – il suo fascino per lettrici di ogni età ed estrazione sociale? Certamente alcune di loro hanno scoperto i suoi romanzi dopo averli visti al cinema, ma il ritmo e il piacere visivo di una pellicola non sempre assicurano un’altrettanto immediata intesa con il libro da cui essa è stata tratta. E dunque, cosa trovano in questi romanzi le moderne “Janeites”, come amano definirsi le appassionate austeniane?

***

La domanda è aperta, a voi la risposta.

Becoming Jane

2 commenti:

  1. Che bella la tua tesina! La stavo giusto riguardando qualche giorno fa assieme ad una mia amica! E così hai partecipato ad un tè di Sofà and Carpet? Che bello! Mi sarebbe piaciuto moltissimo essere con voi! :D

    RispondiElimina
  2. Ti saresti divertita un sacco, Gaia! È stato organizzato benissimo, molto leggero e divertente, ma anche interessante.

    RispondiElimina